Casamassima: il sindaco emette una folle ordinanza per il centro commerciale
Casamassima sindaco emette folle ordinanza per il covid

Casamassima: il sindaco emette una folle ordinanza per il centro commerciale

In barba alle più elementari regole sulla privacy il Sindaco di Casamassima emette un’ordinanza fai da te.

Il sindaco detta legge ma non conosce legge

L’ordinanza, che è obbligatoria per tutte le medie e grandi strutture di vendita ricadenti nell’area commerciale integrata di Casamassima, prevede una serie di obblighi.

In pratica i titolari degli esercizi commerciali si ritroveranno con un macigno privacy sulle spalle perché dovranno gestire un vero e proprio trattamento di dati sensibili: misurazione temperatura ed identificazione diretta del cliente.

Rilevamento temperatura corporea

Il primo punto dell’ordinanza recita: “L’accesso alla struttura sarà preceduto dalla misurazione della temperatura corporea di tutti gli avventori ivi compreso gli addetti alla vendita ed al controllo”.

Immaginate un po’, io titolare di un negozio nel centro Auchan apro la mia saracinesca, prendo il termoscanner e … per prima cosa misuro la mia temperatura, poi quella dei miei collaboratori e poi quella di ogni cliente che entra. Se il negozio è gestito solo da me e mia moglie sarò costretto ad assumere un’altra persona che faccia lo scanning termico ai clienti. Inoltre, per la privacy, dovrò ricavarmi uno spazio riservato, dove effettuare la misurazione, al fine di evitare che la temperatura rilevata venga conosciuta da estranei, per esempio gli altri clienti.

Il sindaco però non specifica di come trattare il dato rilevato. Se la temperatura supera un certo numero di gradi cosa faccio: chiamo il pronto soccorso, caccio brutalmente il cliente. E qual è la soglia.

Per adesso soprassediamo.

Il registro dei clienti

Al secondo punto troviamo: “Al fine di favorire il tracciamento di un eventuale contagio da parte delle autorità competenti, ogni singolo gestore deve prevedere la tenuta di un registro su cui annotare le generalità, il luogo e l’indirizzo di residenza ed eventualmente il recapito telefonico di ogni singolo avventore. Detto registro dovrà essere tenuto ed aggiornato al momento dell’entrata di ogni singolo visitatore. Lo stesso dovrà essere conservato e messo a disposizione delle sole autorità di polizia ed utilizzabile esclusivamente per i fini sopra indicati”.

Pertanto tutti i negozianti dovranno munirsi di un quaderno (il sindaco parla di un registro ma non fornisce un modello di riferimento) dove annotare i dati personali dei clienti (praticamente si fa prima a fare una fotocopia della carta d’identità).

L’obbligo di misurazione della temperatura corporea comporta, nelle realtà dei piccoli esercenti, rischi nuovi per la privacy e quindi nuovi obblighi.

A parte gli assembramenti che si potranno creare, una tale schedatura è più simile ad un’azione di Polizia, con la differenza che il titolare del negozio non è un pubblico ufficiale per cui, in base alle più elementari norme sulla privacy, dovrà mettere in piedi una serie di azioni: fornire un’informativa scritta con un linguaggio facilmente comprensibile, creare un modulo per il consenso, nominare i soggetti preposti al trattamento e fornire loro le istruzioni necessarie (il soggetto specificatamente autorizzato al rilevamento della temperatura corporea del cliente, come pure colui che compila il registro).

Attuare le dovute misure per la conservazione. Stabilire il tempo di conservazione (questo nell’ordinanza non è ovviamente specificato). È un tempo limitato alla conclusione dell’emergenza? Oppure è opportuno prevedere un periodo più ampio? In pratica quando dovranno essere cancellati questi dati così raccolti.

L’esercente dovrebbe poi definire le misure di sicurezza e organizzative adeguate a proteggere i dati e per far questo sarebbe opportuno svolgere una DPIA o un’analisi dei rischi.

È un trattamento di dati sensibili, e, con tutto quello che comporta, non vorrei essere nei panni del povero esercente, e … mi fermo qui.

L’apoteosi della follia

Al punto tre il massimo dell’assurdo unito alla discriminazione geografica.

“I visitatori provenienti da località diverse da quelle del Comune di Casamassima dovranno essere immediatamente segnalati alla Polizia Locale di Casamassima a mezzo PEC al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: polizialocale.comune.casamassima@pec.it;”

Questi poveri commercianti sono trattati dal sindaco come dei delatori, una pratica, che risale al medioevo, in cui denunciare era un aspetto peculiare della forma comunitaria di controllo sociale caratteristico degli ordinamenti cittadini e dell’ideologia partecipativa che li animava.

Inoltre l’esercente deve munirsi di PEC altrimenti come può avvisare la polizia municipale.

Il problema non è solo etico. Non dimentichiamo che anche questo è un trattamento dati e ricade in quanto già detto prima.

Capienza massima consentita

Il punto 4 obbliga gli esercenti ad esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente.

Ma non finisce qui, il punto 4 continua ricordando che “In capo ai singoli esercenti resta l’obbligo di dotarsi di personale da adibire al controllo ed al contingentamento delle rispettive aree, nonché delle aree comuni”.

Addetto alla vigilanza

Al punto 5 troviamo:“Il personale addetto alla vigilanza, avrà cura di far osservare l’obbligo dell’uso della mascherina chirurgica o similare che dovrà essere costantemente indossata in modo corretto a protezione di naso e bocca”.

Assembramenti dovute all’attesa

Al punto 6: “Sarà cura di ogni singolo esercente predisporre un servizio di vigilanza e sicurezza nelle aree interne ed esterne immediatamente prossime ai varchi di ingresso ed uscita, onde evitare possibili formazioni di assembramenti dovute all’attesa per accedere alla galleria.

Il punto 6 è la prova che il sindaco si rende conto che questa ordinanza genererà assembramenti.

Per fortuna l’ordinanza finisce qui. Ma restano le sanzioni.

Se non fai il bravo bambino la punizione consiste in una multa che va da euro 400 ad euro 3.000, con in più la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’attività da 5 a 30 giorni.

Il danno e la beffa.

Riassumendo

Gli esercenti del parco commerciale di Casamassima dovranno:

  • assumere una persona per lo scanning della temperatura corporea;
  • assumere una persona per la tenuta del registro clienti;
  • dotarsi di PEC e di qualcuno che trasmetta i dati via PEC alla polizia;
  • assumere un addetto alla vigilanza per il controllo mascherine ed assembramenti;
  • pagare un consulente privacy.

Morale quanto costerà questa ordinanza ai commercianti di Casamassima?

Sembra una classica iniziativa “fai da te” tipica dell’esuberanza dei tempi del Coronavirus, per la quale il Garante per la protezione dei dati personali si era già espresso con un secco no su tali iniziative nella raccolta dei dati, invitando soggetti pubblici e privati ad attenersi alle indicazioni del Ministero della salute e delle istituzioni competenti.

Questione di Karma

Casamassima chiuso il comando di Polizia locale per Covid-19
Casamassima chiuso il comando di Polizia locale per Covid-19

Nel frattempo però sempre il sindaco comunica la chiusura del Comando di Polizia Locale a causa di casi di positività al Covid-19  riscontrati tra gli agenti a seguito di tampone e  scrive al Prefetto per chiedere di destinare forze di Polizia sul territorio.

Mala tempora currunt.

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